Di sicuro non passa inosservata. Lei, Ilaria Cravero, conosciuta sui social con il nome Cookare, ha già al suo attivo due libri autoprodotti in distribuzione su Amazon, entrambi datati 2019: Cucinare fa schifo (se ancora non hai letto questo libro) e Mangia con me. Programma alimentare a base vegetale di 28 giorni.

Con uno stile glam anni Cinquanta, che ci fa tornare indietro al tempo delle pin-up, Ilaria ama definirsi un’attivista culinaria, armata di pentole, mestoli e un foulard a pois tra i capelli.  

Partita da Roma due anni fa insieme al marito, ora vive in Spagna dove ha iniziato una nuova avventura. “Avevamo voglia di cambiare vita e soprattutto eravamo stanchi della frenesia cittadina, così, appena sposati, ci siamo organizzati per lasciare l’Italia”. 
Ilaria ci racconta che dopo quattordici anni di lavoro come impiegata per una catena di ristoranti ha deciso di dedicarsi completamente a ciò che le piace fare di più nella vita: cucinare. Una passione che ha sviluppato a ventidue anni, quando si è ritrovata a vivere senza genitori, solo lei e suo fratello. “Mi sono ripromessa di riempire la casa di amici e così ho cominciato a cucinare! Ho comprato subito un nuova cucina  (pagata a rate) e ho deciso che quello era il posto dove avrei voluto passare più tempo possibile. Amo sedere attorno a una tavola con le persone a cui voglio bene; condividere il cibo tra risate, buon vino e affetto. La cucina per me è un modo per amare, per comunicare e per sentirmi gratificata. Ovviamente i miei amici sono state cavie di molti esperimenti non riusciti, ma anche questa è stata una parte molto divertente del mio percorso che ancora oggi ricordo con piacere”. 

Oggi Ilaria vive sull’isola di Gran Canaria; ci racconta che lì non esiste una vera e propria cultura del cibo, del mangiare bene e in generale nessun tipo di sensibilizzazione verso l’argomento vegan. I cani non possono entrare negli esercizi pubblici, non possono passeggiare in alcune aree pedonali del lungomare e non hanno accesso a molti parchi. “Io ho una cagnolina di dieci anni che ha sempre vissuto con me ventiquattr’ore su ventiquattro e all’inizio mi è costato molto accettare questa restrizione. Esistono pochi locali vegani (quasi tutti gestiti da italiani) in cui Emma può entrare e ora abbiamo trovato anche alcune spiagge dove lei può correre e divertirsi come ha sempre fatto. I ristoranti dell’isola, come piatti per vegani, servono solo papas arrugadas (patate lesse salate con la buccia) e insalata. In compenso il territorio ci regala frutta e verdura a chilometro zero e, lo devo ammettere, hanno un sapore che in Italia avevo assolutamente dimenticato. Non c’è inquinamento e ci sono ancora terreni incontaminati. Ho ricominciato anche a mangiare i pomodori che avevo dovuto eliminare a causa di una forte intolleranza al nichel”. Da Gran Canaria la foodblogger continua la sua attività social, nata per gioco e oggi diventata un vero e proprio lavoro. “Prima di partire – racconta Ilaria – avevo già avviato da un anno e mezzo la mia pagina Facebook (il blog è arrivato successivamente). L’ho chiamata Cookare e lì ho iniziato a postare videoricette dei miei esperimenti culinari. Quando ero a Roma ho lavorato saltuariamente come chef a domicilio, organizzavo cooking class di cucina romanesca vegana in inglese per i turisti, collaborando con alcune piattaforme online. Nel tempo libero, prima di andare in ufficio o nel weekend, registravo una ricetta. Mi ero comprata un paletto per fissarci il cellulare con il quale facevo le riprese e mio marito mi aveva regalato due lampade per illuminare meglio la cucina. Mi ero anche inventata una sorta di format: cominciavo il video sempre con l’inquadratura su di me, mentre assaggiavo il piatto, e poi appariva la ricetta in modalità velocizzata con gli ingredienti che comparivano passo dopo passo. Nei video non parlavo mai. Ho imparato da sola a montare le immagini con il programma del mio Mac. Grazie alla collaborazione con Massimo e Julia di  Veggie Channel mi sono fatta conoscere nel mondo vegan. Gestivo una rubrica chiamata Vegan Street Food e mi sono resa conto che riuscivo ad attirare l’attenzione delle persone. Questo tipo di lavoro mi rendeva veramente felice”. 

Nelle ricette di Ilaria troviamo spesso l’idea di veganizzare i piatti tradizionali, per dimostrare che l’alimentazione 100% vegetale non è rinuncia, ma scoprire alternative ricche di gusto. Il provocatorio titolo del suo primo libro, Cucinare fa schifo, si riferisce proprio al fatto che cucinare animali, appunto, fa schifo. L’ideatore è stato Cristiano, suo marito, che si occupa anche della parte marketing di Cookare. “Il libro è stato finito in sei mesi ed è sempre stato Cristiano a spronarmi a farlo, soprattutto perché appena trasferiti qui sull’isola il cambiamento per me è stato davvero drastico e radicale. Modificare totalmente la mia vita, la mia routine, e rompere tutti i miei ancoraggi è stato duro da affrontare. Scrivere le ricette è servito a darmi una motivazione in più, ad andare avanti e seguire la mia più grande passione. Su suggerimento di mio marito ho anche aperto un gruppo Facebook privato (Cookare Live), dove ogni lunedì sera in diretta mi collego dalla mia cucina per presentare una nuova ricetta. All’inizio mi vergognavo da morire, ma era un modo per sentirmi meno sola e per interagire con le persone che mi seguivano già da un paio di anni. L’appuntamento del lunedì sera ora è diventato una tappa fissa a cui non rinuncio mai, cascasse il mondo!

Ci sono persone che mi seguono con un affetto incredibile, con alcuni di loro è nata un’amicizia e la cosa di cui vado più orgogliosa è che sono riuscita a creare un bellissima community”.  

Ilaria sarà in Italia dal 22 al 24 maggio per un weekend tutto al femminile presso l’Hotel Luxor di Igea Marina. Tre giorni insieme a venti delle sue più fedeli follower che hanno deciso di partecipare a varie attività: un corso di cucina con la chef Barbara Bianchi (proprietaria dell’Hotel Luxor) e con Ilaria, un workshop di moda sostenibile con Alessandra Impalli e uno di meditazione, mudra e mantra con Sonia Versace.

Ultimo libro letto? 

Incrollabile di Anthony Robbins (Gribaudi, 2018). In questi ultimi anni, ho investito molto sulla formazione personale. Robbins è il life coach che otto anni fa mi ha davvero cambiato la vita. Ho frequentato per due volte il suo seminario Unleash the Power Within e mi ha permesso di sviluppare strategie per migliorare sia il mio privato sia il mio lavoro. Consiglio vivamente tutti i suoi libri.

Musica ascoltata?

La mia musica preferita è il jazz spagnolo, da molti anni prima che potessi anche solo immaginare di andare a vivere in Spagna. Ascolto anche tantissimi mantra e musica rilassante, soprattutto mentre sono al computer e cucino.

Film preferito?

I ponti di Madison County con la mia attrice preferita Meryl Streep.

Chi inviteresti a cena se potessi scegliere tra i personaggi più famosi al mondo?

Indubbiamente Peter Singer, filosofo e pioniere del movimento per i diritti degli animali, che ha scritto il bellissimo libro Liberazione animale (Il Saggiatore, 2009), ma anche lo chef Gianfranco Vissani, per dimostrare che la cucina vegana è buonissima e per dargli tanti schiaffoni. Scherzo! Ma non troppo… 

In cucina preferisci il dolce o il salato?

Il salato! Non mangio zuccheri raffinati da tantissimi anni e i miei dolci sono creati con zuccheri naturali e piuttosto leggeri. Non posso dire di essere una golosa e non amo le torte cremose e burrose.

Piatto preferito?

Sono appassionata di cucina asiatica veg. Amo le spezie, lo zenzero, il latte di cocco. Al momento il mio piatto preferito è il curry di lenticchie rosse con i noodles di riso. Lo cucino tutte le settimane ed è diventato il mio comfort food.

Menu ideale?

Amo la cucina italiana. Per me il menu perfetto, soprattutto da offrire a ospiti che mi conoscono da poco, è a base di cannelloni ripieni di ricotta di tofu e spinaci con salsa di pomodoro per continuare con roast be-vegan (una mia ricetta del 2016), un polpettone ripieno di frutta secca, lenticchie, pane raffermo e tante erbe aromatiche fresche come la salvia e il rosmarino; mi piace tantissimo il rollè di seitan (fatto a mano da me) con patate al forno.

Il libro Mangia con me è una specie di piano alimentare, che accompagna i lettori per un periodo di ventotto giorni con ottantaquattro ricette, ognuna corredata di una scheda dove annotare progressi e risultati come in un diario di bordo. La parte nutrizionale è stata curata dalla dottoressa Roberta Bartocci, biologa nutrizionista esperta in alimentazione vegetale, che ha individuato e selezionato gli ingredienti migliori e più adatti al raggiungimento di uno stato ottimale di salute, benessere, energia e forma fisica. Ilaria Cravero ha poi messo insieme gli ingredienti per creare abbinamenti invitanti e gustosi. Il volume è disponibile anche online in versione videocorso, attraverso il quale è possibile commentare e fare domande.

Di Redazione

Questo articolo di FV N44 è stato caricato totalmente in chiaro in solidarietà digitale sperando di portare contenuti leggeri, interessanti e intelligenti a chi, come ciascuno di noi, resta a casa.

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