Sappiamo quanto l’attività antropica incida sui cambiamenti climatici, ma abbiamo consapevolezza di quanto lo stesso surriscaldamento del pianeta, da noi provocato, porti a patologie trasmissibili? L’ultima in ordine di tempo è il COVID-19, ma questa è solo la più recente di un lungo elenco di zoonosi, cioè malattie trasmesse dall’animale all’uomo come SARS, MERS, febbre gialla, Dengue, HIV, Ebola, Chikungunya, che ci hanno afflitto nell’ultimo secolo, provocando dolore e morte. Una riflessione è necessaria per evitare di ascrivere le cause a fatalità inevitabili o all’abitudine esotica di cibarsi di pipistrelli. 

Nel periodo più delicato della pandemia abbiamo visto trasmissioni televisive quali Indovina chi viene a cena di Sabrina Giannini, Sapiens di Mario Tozzi e Report di Sigfrido Ranucci portare all’attenzione del grande pubblico la correlazione tra la malattia e le cattive abitudini umane, legate all’allevamento animale per scopi alimentari e al disboscamento delle foreste; lo hanno fatto egregiamente, tanto da attirarsi le ire delle associazioni degli allevatori e per questo ai tre conduttori va la nostra più profonda solidarietà, oltre che la nostra stima e gratitudine per la buona informazione. 

Un interessante dossier del WWF di una ventina di pagine, che sottolinea la correlazione tra cambiamenti climatici e pandemie sulla base di pubblicazioni scientifiche, viene diffuso ad aprile senza trovare, secondo noi, la risonanza che merita. Lo studio si apre con gli impressionanti dati che certificano la crisi climatica: “Il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato, con un aumento medio della temperatura globale di circa 1,1°C rispetto all’era preindustriale”, “Gli ultimi cinque anni sono stati i cinque più caldi della storia” e ancora “L’estensione del ghiaccio artico estivo è in calo a un tasso del 12,8% per decennio, rispetto alla media delle estensioni annuali del periodo 1981-2010”. E così lo scorso dicembre le temperature in Australia hanno raggiunto i 49,9°C, favorendo gli incendi che hanno distrutto boschi, animali umani e non umani, mentre la Francia è arrivata ai 46°C. Sono state registrate siccità eccezionali, aumento dei cicloni e uragani distruttivi. Colpevoli? I gas serra prodotti dalle nostre attività. Conseguenze? Molte e disastrose, tra queste anche le pandemie. “Il 75% delle malattie infettive umane fino a oggi conosciute – si legge – deriva da animali e il 60% delle malattie emergenti è stata trasmessa da animali selvatici. Esse causano circa un miliardo di casi di malattia e milioni di morti ogni anno”. Le zoonosi note sono oltre 200 secondo l’OMS, ma a preoccupare maggiormente sono quelle che riguardano il futuro visto che virus, batteri, funghi, altri organismi, agenti infettivi non convenzionali o prioni potrebbero mutare rendendo inutili le nostre conoscenze mediche attuali oppure, come è accaduto con il SARS-CoV-2 responsabile del COVID-19, potrebbero scaturire dal contatto con nuovi microrganismi, minacciando seriamente la nostra salute…

di Elisa Orlandotti

Foto di: WWF

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