Tra dicembre e gennaio la tradizione vuole che una serie di figure – San Nicola, Santa Lucia, Gesù Bambino, Babbo Natale e Befana – si facciano portatrici di doni ai nostri bimbi, riempiendoli di giochi e dolcetti, ma anche di stupore e gioia, sentimenti che si riflettono nei genitori e creano nell’intera famiglia un’atmosfera di euforia che non ha pari nel resto dell’anno. Ma questa magia non è esente da criticità e può infondere in noi qualche timore, prontamente disciolti dalla dottoressa Donatella Fiocchi, psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista e segretario scientifico di Aippi.

I doni in occasione delle festività natalizie rischiano di viziare i nostri figli?

No, affatto. Questa è una fissazione degli adulti: ognuna delle figure va festeggiata a seconda della tradizione locale. Distinguiamo: comprare ogni oggetto, in ogni momento, qualunque cosa venga chiesta fa pensare ai bambini che non c’è restrizione e si può avere sempre tutto quello che si vuole. È fortemente diseducativo. I doni, anche sovrabbondanti, ma concentrati in un solo evento, invece, rispondono al bisogno, che gli esseri umani hanno da sempre di una fantasia di genitori senza limiti, come conferma il mito della Cornucopia. E poi fa crescere in loro la speranza che le cose buone desiderate si possano realizzare davvero.

Questa usanza ha quindi dei risvolti educativi e pedagogici?

Sì, cela quello che è l’aspetto più bello del rapporto genitoriale, cioè la gratuità: tutto quello che fanno mamma e papà è senza tornaconto. Non parliamo solo di regali e di necessità materiali, ovviamente, ma anche della cura e dell’affetto; ed è fondamentale che sia così: è quello che fa nascere la fiducia e le certezze nella vita. In caso contrario ci imbattiamo in situazioni molto dolorose e problematiche con difficoltà per i figli.

Vi dirò di più: questa tradizione permette di controbilanciare certi aspetti “persecutori” di una parte della formazione, quella che impone regole a volte rigide, ma d’importanza sostanziale per la buona crescita e il buon sviluppo. Le figure dei portatori di doni possono, a livello sociale, mantenere viva l’immagine di genitori capaci di offrire.

Se poi mamma e papà riescono a creare un’atmosfera magica è preziosissimo per i piccoli perché li aiutano a sentire che ci sono aspetti di mistero che bisogna rispettare governando aspettative e frustrazioni. Questo fa parte dell’educazione ai sentimenti, alle capacità emotive, indispensabili nella vita…

di Elisa Orlandotti

Foto di AdobeStock

…continua a leggere l’articolo su FV N42>>