Possiamo contribuire a un mondo migliore anche se non abbiamo mai fatto le lasagne.

Durante la quarantena l’ingresso sui social mi causava immediatamente un’istantanea ansia da prestazione: c’era chi riprendeva in mano l’ukulele, chi imparava a dipingere o addirittura chi iniziava a studiare l’etrusco. Ero l’unico a vivere la quarantena in modo ambivalente, a non prenderla con sereno stoicismo come un momento per diventare persone migliori?

A dire la verità erano soprattutto i contenuti culinari quelli che mi mettevano più in agitazione: pizza, pane, focacce e la frenesia di quelle settimane legate all’impastare. Amo cucinare e lo faccio con piacere, ma non potevo chiedermi ogni volta: “Dove lo trovano gli altri il tempo e la voglia per stare dietro al lievito madre?” Peccato che quotidianamente, quando suonavano il campanello del mio vicino, come per un riflesso pavloviano scuotevo la testa con un fastidioso senso di superiorità: due volte al giorno eccolo lì, il rider che gli consegnava il suo pasto. Mentre io, bravo e virtuoso ecologista, cucinavo i miei pasti, risparmiavo e non producevo plastica. Se non fosse stato per le mani impegnate a rimescolare il sugo o affettare le verdure, mi sarei dato una pacca sulla spalla.

Il mio atteggiamento ambivalente – senso d’inadeguatezza davanti ai panificatori della quarantena e spocchia verso il mio vicino di casa pigro o troppo indaffarato per cucinare – introduce una domanda che mi pongo ormai da settimane: perché nell’immaginario collettivo essere appassionati di cucina o dedicarle molto tempo ci garantisce quasi una patente di superiorità morale? Una prima, banale risposta ha a che fare con la geografia: viviamo in Italia, paese dove la cucina e il mangiar bene sono ingredienti fondamentali del nostro senso di identità e appartenenza. C’è poi il fatto di essere ecologisti, siamo la patria di Slow Food, il movimento green che ha rivoluzionato il modo in cui ci rapportiamo col cibo. Risultato? Se ci vogliamo definire veri ambientalisti dobbiamo accettare senza discutere questo comandamento: cucinerai tutti i tuoi pasti e dovrai farlo con piacere…

di Alessandro Pilo

Foto di AdobeStock

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