Siamo stati in visita al BioFach, una delle fiere dedicate al cibo e all’agricoltura biologica più importanti a livello internazionale, con nove padiglioni e più di tremila espositori presenti. La manifestazione si tiene ogni anno a Norimberga, in Germania, e raggruppa le aziende del settore provenienti da tutto il mondo. La prima impressione è quella di non riuscire a visitarla tutta nei quattro giorni disponibili, nonostante siamo armati di scarpe comode e tanta curiosità. In effetti è talmente vasta che abbiamo dovuto abbandonare l’area dedicata alla cosmesi e concentrarci sui padiglioni del food. La prima buona notizia che vi portiamo è questa: qui il vegan è assolutamente un valore aggiunto. Se ormai il biologico non rappresenta più una novità, ma viene dato per acquisito, tanto che costituisce la prerogativa per poter esporre, presentare prodotti plant-based è invece sinonimo di trendy. Tra le chiacchiere, alcune aziende italiane ci confermano che i buyer alla ricerca di novità, prima di fare la classica domanda sul prezzo, chiedono se i prodotti esposti siano vegani e magari anche senza glutine. 

L’offerta è vastissima e si trova veramente di tutto: creme spalmabili super golose, zuppe di tanti formati, paste ripiene e secche, colorate e di diversi gusti, tofu dai sapori e dalle consistenze particolari, snack, bevande vegetali per la colazione, barrette energetiche, gelati, yogurt, burger, piatti pronti e tanto altro. Quello che però più colpisce è la quantità di marchi che vendono bevande fermentate a base di kombucha. Se in Italia abbiamo iniziato a vederla fare capolino in pochi supermercati, a giudicare dalla varietà di proposte ci aspettiamo a breve una vera e propria invasione.

Girando tra i corridoi, ci sembra di essere al posto giusto e non ci sentiamo affatto additati per la nostra scelta alimentare, cosa che da noi invece capita ancora spesso. Si respira veramente il cambiamento e si acquisisce ottimismo, per via delle aziende che vedono i prodotti vegani come un trend obbligato verso cui orientarsi. Anche le imprese italiane espongono prodotti con il marchio vegan in bella vista qui a Norimberga, mentre lo evitavano appena poche settimane prima al Marca di Bologna, considerandolo un ostacolo per il consumatore locale. La cosa ci fa riflettere. Perché nel nostro paese lo scetticismo è ancora alto? Si ha la sensazione che all’estero il vegan conviva con le vecchie abitudini e che pian piano si espanda sempre di più, rappresentando tutta una serie di valori legati alla sostenibilità e alle esigenze delle nuove generazioni.

Ma la cosa che più di tutte salta all’occhio è l’aspetto dei prodotti vegetali delle aziende straniere: distante anni luce dall’immagine standard che siamo abituati a vedere, vale a dire il classico colore verdino e quella parvenza un po’ “sfigata”. Siamo rimasti sorpresi dalle tonalità sgargianti, dalle immagini simpatiche e dai claim moderni. Sono anni che cerchiamo nel nostro piccolo di modificare la percezione del termine vegan e vedere che all’estero ci sono riusciti ci rincuora. 

Per farvi capire di cosa stiamo parlando, vi vogliamo presentare una serie di aziende che hanno attirato la nostra attenzione. Sono solo alcune, perché la scelta è davvero vasta.

Entrando in fiera vediamo il primo stand, Upton’s Naturals, con il suo jackfruit pronto da cuocere, in versione affumicata, al curry, al chili e lime, che viene venduto in comode scatole da quattro porzioni. Ognuna di queste ha stampato il viso di un uomo con i baffi, che cambiano stile a seconda del gusto rappresentato, diventando una barba nel prodotto Bar-B-Que… semplicemente geniale!

Passiamo nel padiglione tedesco e ci fermiamo ad assaggiare strane fettuccine e spaghetti di colore verde, viola e arancione, tutti senza glutine, a base di edamame e patate, prodotti da Just Taste. Buoni e molto saporiti, si cuociono in pochissimi istanti.

Mentre camminiamo, notiamo il brand Heyho! che, al grido di Granola Activist, presenta un testimonial molto particolare: un cavallo stilizzato, con tanto di cartello su cui è scritto “Peanut, Power to the People”. Allo stand ci offrono frutta secca in vari formati per la colazione e le merende.

A proposito di animali simbolo, Moin invece ha un gallo come logo per promuovere i suoi prodotti senza uova a base di farro, come la pasta frolla, la pasta per lo strudel e la pasta per tarte flambée. Al loro stand sfoggiano una tavolata piena di toast finlandesi, panini e dolci. Nonostante l’azienda abbia a catalogo prodotti per il food service anche con latte, burro e mozzarella, qui al BioFach ha puntato solo sulle sue referenze vegan.

Tra le corsie di uno dei padiglioni dedicati alle aziende straniere incontriamo Soyka, specializzata in prodotti a base soia, come si intuisce facilmente dal nome, con bevande fresche in classiche bottiglie di vetro, usate un tempo per il latte. Vanno conservate in frigorifero e si può scegliere tra i gusti di vaniglia, cardamomo e carruba. Troppo cool!

Alveus ci accoglie invece con un buon tè verde al sapore di cioccolato e noci, in un pack natalizio sul quale è raffigurato un soldatino schiaccianoci a cui manca un dente. L’azienda offre una vasta gamma di tisane e alcune sono veramente singolari, come quelle della linea Veggie Tea, al pomodoro contorsionista, al broccolo rimbalzante, al capitan carota e alla zucca pirata, perché, come dicono loro, Everybody Needs Veggies! Complimenti al copy che ha dato loro i nomi.

Veniamo distratti da una musica anni Cinquanta che ci guida verso Johnny Be Good, uno stand tutto rosa dove un tipo olandese, con la banana in testa stile rockabilly, riscalda le sue verdure biologiche ready to eat in meno di due minuti. Mentre aspettiamo di assaggiare, contempliamo la bellissima radio vintage appoggiata sul bancone. Solo questa vale la visita, lo stile non è acqua! Meno felici gli espositori di fianco a lui, soprattutto se dovessero avere gusti musicali differenti.

Let’s Be Onest si merita invece il nostro applauso per la scelta del nome che appare sul pack, un invito da fare a tutti! I loro snack ai ceci e curry, quinoa con chili dolce e lenticchie al rosmarino sono deliziosi e vengono prodotti in private label da The Impulse Factory, azienda con sede nei Paesi Bassi. Qui l’onestà è certamente molto apprezzata…

Di Redazione

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