Ogni settembre Coop riunisce una ristretta platea di giornalisti presso la glamour Terrazza Martini, nel cuore di Milano, per divulgare il Rapporto Coop sull’economia, i consumi e gli stili di vita degli italiani oggi, redatto dall’Ufficio Studi di ANCC-Coop ed esposto magistralmente dal direttore generale ANCC-Coop Albino Russo, che in una chiacchierata di mezz’ora o poco più consegna una vivida fotografia della nostra società. Splendide notizie per i vegani, almeno fino al 2018. 

Lo scorso 11 settembre il cambio location per una più sobria ma ampia sala al Centro Svizzero: la stampa è molta di più, il format riprende TED e la conferenza di Albino Russo si svolge davanti alle lettere cubitali dell’hashtag ufficiale #rappcoop19 e alle slide che scorrono veloci con numeri inquietanti: carne +3,5% di vendita a valore e affettati +2,9%; lasciate nei frigoriferi dei supermercati le alternative veg (-4,7%). E niente, anche i formaggi non ci fanno felici (+1,5%); solo il pesce è in calo (-4,1%). Numeri in netto contrasto con il desiderio di ecosostenibilità che permea diversi settori e con la consapevolezza che l’inquinamento è dovuto agli allevamenti. Nella classifica di vulnerabilità climatica, peraltro, l’Italia è quinta in Europa ed è quindi tra le regioni più fragili: geografia, economia, salute della popolazione e molto altro vengono influenzati dalle temperature più calde e dalle piogge violente. Come è possibile che le persone non ragionino? Se non per rispetto nei confronti degli animali, almeno dovrebbero avere cura, per la salvaguardia di sé e dei propri figli, del nostro instabile pianeta. 

Analizziamo i dati, li confrontiamo con quelli di altri studi e contattiamo Coop per comprendere meglio come nella scelta di aumentare le proteine (+0,4%) i nostri connazionali si siano diretti al bancone sbagliato…

di Elisa Orlandotti

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