Il 13 febbraio 2019 a Forlì si tiene la prima udienza di un processo a carico di un allevatore di maiali della zona, accusato di maltrattamento. Quello che può sembrare un caso banale è in realtà un momento quasi storico per il movimento animalista.

Tutto inizia nel 2016, con sei mesi di indagine da parte del team investigativo di Essere Animali, durante i quali sono documentate violenze da parte degli operatori, sovraffollamento, incuria, negligenza e scarsa igiene. Il video genera grande scandalo, raggiungendo più di mezzo milione di visualizzazioni in pochi giorni, ma il lavoro non è finito. Dietro le quinte il responsabile legale dell’associazione, congiuntamente con il Corpo Forestale, ha dato inizio a un processo di grande importanza: per la prima volta un reato contro animali prigionieri di allevamenti intensivi non si chiude con una sanzione ma viene giudicato in Tribunale. L’obiettivo non è solo far condannare l’allevatore che ha tenuto in condizioni terribili quegli animali: nel lungo termine lo scopo principale è fare giurisprudenza, creando precedenti legali, e velocizzare così modifiche alle leggi, per elevare lo status delle specie allevate. Oggi prendere a bastonate un cane o un maiale non viene giudicato e punito allo stesso modo. In futuro, anche grazie a questo e altri processi, le cose potranno essere diverse.

Il team legale di Essere Animali nell’ultimo anno ha conseguito molti altri successi: non solo la denuncia di nove allevamenti intensivi (per maltrattamenti o reati ambientali), ma anche la chiusura di tre allevamenti di visoni. Un lavoro che ha ottenuto ottimi esiti, a partire dal 2017, in virtù della conferma della prima erogazione del cinque per mille. Le persone che al momento della dichiarazione dei redditi hanno scelto di destinarlo all’associazione hanno reso più forte ed efficace una tutela legale degli animali degli allevamenti intensivi, tanto necessaria quanto finora poco seguita. 

E non solo. Il sostegno del cinque per mille ha permesso di rendere molto più incisive e capillari anche le stesse investigazioni, che sono alla base delle denunce. Nel 2019 sono state pubblicate ben sette nuove indagini sotto copertura, fatte da persone infiltrate negli allevamenti, in Italia e all’estero. Tutte o quasi sono state diffuse in televisione, facendo raggiungere la cifra record di ventiquattro milioni di spettatori in un solo anno. Un modo fondamentale per aprire un dibattito sulle problematiche etiche, sanitarie e ambientali dell’allevamento di animali e promuovere l’alimentazione a base vegetale.

E a proposito di promozione della scelta vegan: un altro progetto interamente finanziato con il cinque per mille è stata la Settimana Veg, che lo scorso anno ha interessato quasi diecimila persone. Secondo il sondaggio inviato da Essere Animali, a cui hanno risposto in circa mille partecipanti, l’82% ha eliminato o ridotto i prodotti animali dalla propria dieta per merito dell’iniziativa, coinvolgendo in questa scelta altre 1300 persone tra familiari e partner. Un notevole impatto, insomma!

I grandi cambiamenti non arrivano quasi mai dall’oggi al domani, ma con la giusta strategia e con tanta perseveranza i risultati si ottengono. Anche grazie a chi sceglie di devolvere il suo cinque per mille a questa causa.

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Di Essere Animali

Foto di AdobeStock

Questo articolo di FV N44 è stato caricato totalmente in chiaro in solidarietà digitale sperando di portare contenuti leggeri, interessanti e intelligenti a chi, come ciascuno di noi, resta a casa.

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