Nel suo libro L’arte di viaggiare Alain de Botton scrive che quando restiamo delusi da una vacanza la colpa è solo nostra. Ci siamo fatti fregare da dépliant o guide che ci consigliano dove viaggiare, dimenticandoci di farci la domanda più importante: perché stiamo viaggiando e cosa cerchiamo con una vacanza? Cinquant’anni fa la risposta sarebbe stata molto semplice: svago e riposo. Ma ai giorni nostri il viaggio è carico di aspettative, deve cambiarci la vita e aiutarci a conoscerci meglio. Forse l’idea di de Botton di creare “agenzie di viaggio psicoterapeutiche” che ci aiutino a capire cosa ci attendiamo da una vacanza, così da evitare quelle psicologicamente sbagliate, non è più tanto assurda. 

In Italia quest’idea è già diventata realtà. Destinazione Umana è il primo tour operator di turismo ispirazionale, una forma di viaggio in cui il profilo di chi ti ospita, le esperienze che ti può offrire e la sua storia personale contano tanto quanto la destinazione. Qui il viaggio serve davvero, almeno sulla carta, a soddisfare desideri ed esigenze profonde. Silvia Salmeri, fondatrice del progetto, racconta che tutto è iniziato nel 2012, quando le venne offerta la possibilità di aprire e gestire un B&B sulle colline della Valsamoggia, in provincia di Bologna. Quell’esperienza, durata un anno, le fece capire che i viaggiatori cercavano qualcosa in più del semplice posto letto: “Negli occhi dei viaggiatori – afferma Silvia – brillava un desiderio di relazioni sociali sane e positive”. Silvia immagina la creazione di un portale che raccolga piccole strutture ad accoglienza familiare ad alto tasso d’ispirazione e le aiuti a ottenere visibilità. Nel 2014 nasce Destinazione Umana, piattaforma che ospita attualmente una trentina di host sparsi per il Belpaese. Nelle biografie delle “destinazioni umane”, così vengono chiamati i padroni di casa, c’è un elemento ricorrente: si tratta spesso di giovani laureati, disoccupati o insoddisfatti di un precedente impiego che attraverso l’ospitalità turistica hanno provato a reinventarsi e a realizzare un sogno. Per loro questo lavoro non significa solo vendere posti letto, bensì condividere con i viaggiatori il proprio stile di vita. 

di Ale Pilo

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