Francesco Cortonesi, docente all’interno di un carcere e in una scuola serale, ma anche scrittore e attivista vegano, racconta: “Arturo adesso vive nelle Marche e quando posso vado a trovarlo. Tutti i macachi, invece, sono stati trasferiti in Olanda. Tempo qualche mese e li andremo a salutare”, ma ci parla anche di Paco, Tiberio, Camilla, Pongo. Sono gli animali dello zoo di Cavriglia (Arezzo), uno dei tanti d’Italia dove per molti anni esseri innocenti sono stati rinchiusi ed esposti ai visitatori senza nessuna attenzione al loro benessere. 

Tutto è iniziato con un reportage fotografico poi diventato mostra itinerante, intitolato Reclusi. Storie di persone innocenti arrestate, che include gli scatti fatti in diversi zoo della Toscana, ma anche i volti di persone arrestate ingiustamente. “Dietro le sbarre ci possono essere innocenti umani, che come gli animali sono detenuti ingiustamente. Il benessere e il destino degli animali sono strettamente connessi con quelli delle persone: le gabbie sono un carcere per chiunque”. Mentre lavorava a questo reportage, Francesco si è imbattuto nello zoo di Cavriglia e ha scattato una foto a Bruno, l’orso che si trovava lì dal 1977.

Quell’immagine, che ritraeva il plantigrado con la testa appoggiata al cemento in un atteggiamento sofferente, è diventata presto virale e ha portato l’opinione pubblica a indignarsi. “Quando incontrai gli amministratori comunali, caddero dalle nuvole vedendo gli scatti che avevo fatto all’interno dello zoo; non si erano resi conto che si fosse arrivati a quelle condizioni. E così il Comune stesso ha deciso di chiuderlo e io sono stato coinvolto nella ricerca di una buona sistemazione per tutti”. Un’operazione sicuramente impegnativa: se è possibile trovare con una certa facilità una nuova casa per le caprette e i maiali, nel caso di specie esotiche tutto diventa più complesso. Attualmente il bisonte Arturo si trova nella struttura Santa Paolina Farm di Osimo, in provincia di Ancona, mentre i macachi vivono nel centro per la tutela e l’accoglienza di selvatici provenienti da situazioni di sfruttamento Aap, in Olanda. Gli altri si trovano nei santuari della Rete dei Santuari. Ippoasi, Il Rifugio della Bubi, Be Happy sono i santuari che hanno accolto chi era destinato alla fattoria didattica dello zoo. “È meraviglioso per me saperli lì perché, come attivista della Rete, conosco benissimo questi posti e so che non poteva andare loro meglio”.

di Silvia Allegri

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